sabato 24 luglio 2010
(E' arrivata la nostra versione della "Summer of Love")
S.o.L.
giovedì 24 novembre 2005

(presentazione del libro venere, io ti amerò)
Giovedì 24 alle ore 20.00

pubblicato il 24/11/2005


L’esordio di Monica Cito: il diario a tinte forti di una donna che ama le altre donne
Venere, io t’amerò

Monica Cito non vuole dare scandalo, vuole parlare d’amore.
Venere, io t’amerò” (Giulio Perrone Editore, 2005) è il diario duro e appassionato di Luce, una ragazza del Sud che fugge dal pregiudizio e riesce a conquistare l’orgoglio di essere omosessuale.

Luce intreccia nel suo racconto scene di vita familiare e il disagio di non condividere gli obiettivi dei propri coetanei. Le difficoltà nei rapporti sentimentali si sviluppano in parallelo alla vita universitaria vissuta a Bari. La fuga da un Sud che tradisce e l’amore di Michela salvano Luce, riverbero autobiografico dell’autrice, che riesce così a liberarsi completamente grazie alla scrittura di questa storia intensa e appassionata.

Il racconto comincia e finisce in Ottembre, il mese che non c’è, la scorciatoia per giocare con il passato. Un tempo difficile da coniugare con il presente, un tempo sospeso, quasi da tacere nel ricordo. Invece la forza della scrittura di Monica Cito fa esplodere la rabbia della protagonista di ”Venere, io t'amerò" grazie a una prosa accattivante, ritmica, dirompente. Emergono i temi di denuncia sociale, la violenza sulle donne, la difficile risposta al troppo semplicistico teorema “donna-matrimonio-felicità”. L'orgoglio di essere lesbica e il rigetto di una realtà che obbliga a nascondersi, arrivano dritti al cuore del lettore.

Il romanzo si sviluppa in un impetuoso flusso di coscienza, costruito con un lirismo cattivo, nero. In un continuo bisogno di esorcizzare la vita, si snoda una narrazione che ha il respiro convulso della confessione, che ha il passo fermo del dolore, che ha l’equilibrio paradossale della disperazione. Un percorso di conoscenza e di formazione che conduce la protagonista a svincolarsi dai luoghi comuni, dalle barriere culturali che ancora oggi si costruiscono intorno alla sessualità; un percorso che trascina il lettore nel cuore e nei pensieri di una donna che ama le altre donne.

Nel suo romanzo d’esordio, Monica Cito infrange tutti i pregiudizi sulla letteratura lesbica. Non si tratta di un racconto pornografico, ma di un atto di coraggio, che dà voce ad un disagio antico, molto sentito in questo momento storico e ben presente nelle piazze delle più grandi città italiane, grazie alle manifestazioni delle comunità gay a proposito di Pacs e riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali.
“Venere, io t’amerò” va al principio delle cose, all’origine vera di ogni essere umano ed è a pieno titolo un inno assoluto alla libertà e al coraggio di stare al mondo, oltre l’ipocrisia e l’ignoranza, ogni singolo giorno.

“Questa è una storia contemporanea. Questa sarà una favola per voi soltanto se sarò riuscita in un solo, preciso intento: farvi pensare all’amore, l’amore vero, in tutte le sue forme; quell’amore del quale l’essere umano dovrebbe nutrirsi, e non ha imparato ancora a non vilipendere. Avevo ed ho bisogno di cercare un senso da dare alla vita e, per quanto l’orrore ci circondi, il senso non può che essere ricercato con l’osservazione ed il silenzio, la meditazione e l’ascolto.” (Monica Cito).

Monica Cito è nata nel 1972 a Telese Terme (BN), risiede a Ceglie Messapica (BR) e si sente barese. È laureata in giurisprudenza, scrive articoli di saggistica giuridica sul sito www.diritto.it; fa parte dello staff di www.lankelot.com dove scrive recensioni letterarie e piccoli brani di poesia e prosa. È presente nelle seguenti antologie poetiche: Poeti dell’Adda 2002 (Edizioni Montedit, 2003); Navigando nelle parole, vol. 13 (Edizioni Il Filo, 2004); I Poeti del web 2005 (Antonio Carello Editore).